Prendere una pensione più alta è possibile e basta sfruttare un sussidio che la porta a 630 euro

Cumulare più prestazioni in modo tale da arrivare a prenderne una dignitosa. Questo è ciò che le normative vigenti consentono di fare sulle pensioni, sui trattamenti assistenziali e sui sussidi contro la povertà.

Monetizzare al massimo ciò che si prende dall’INPS è una cosa fattibile. E prendere una pensione più alta è possibile. Ecco come fare e come arrivare facilmente a prendere un trattamento totale di 630 euro al mese o addirittura di 780 euro.

Prendere una pensione più alta è possibile e basta sfruttare un sussidio che la porta a 630 euro

Assegno di Inclusione, Pensioni e Assegno Sociale. Cosa accomuna le tre cose? Innanzitutto, sono tre prestazioni che paga l’INPS ogni mese. E poi, sono tutte prestazioni che possono essere appannaggio di soggetti con 67 o più anni di età. A 67 anni, infatti, si possono prendere le pensioni di vecchiaia. Basta raggiungere 20 anni di contributi per la via ordinaria o i 15 anni per l’opzione Dini o le deroghe Amato. Inoltre, a 67 anni si può percepire l’Assegno Sociale, in questo caso, a prescindere dai contributi versati ma solo con determinati limiti di reddito. Infine, a 67 anni cambiano alcune regole sul calcolo dell’Assegno di Inclusione, cioè sul nuovo sussidio che dal primo gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza. Pensioni o Assegno Sociale e Assegno di Inclusione sono misure perfettamente cumulabili tra loro. E proprio l’utilizzo contemporaneo di queste misure permette di arrivare a monetizzare al massimo ciò che si prende.

Ecco il calcolo da fare per monetizzare al massimo pensioni e sussidi

A 67 anni di età con 20 anni di contributi, soprattutto per chi ha preso sempre stipendi non elevatissimi, spesso produce una pensione di poco superiore a 500 euro al mese. L’Assegno Sociale, che si prende senza contributi ma con redditi bassi, arriva a 534,41 euro al mese. I titolari di prestazioni di questo genere, farebbero bene a chiedere anche l’Assegno di Inclusione. Infatti, la misura che vale massimo 500 euro al mese di integrazione al reddito e 280 euro di aggiunta per chi vive in affitto, a 67 anni cambia meccanismo. La quota di integrazione al reddito sale a 630 euro e la componente di affitto scende a 150 euro. In pratica chi non ha altri redditi e vive in casa di affitto arriva a prendere di Assegno di Inclusione 780 euro al mese. Evidente che chi prende per esempio, l’Assegno Sociale pieno da 534,41 euro al mese, presentando domanda di ADI può integrare ciò che prende fino a 630 euro. Il suo Assegno di Inclusione sarebbe di 95,59 euro al mese. E se vive in affitto altri 150 euro aggiuntivi.

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