Lo sai che rischi di prendere i rimborsi del 730 in ritardo quest’anno? Ecco tutti i perché

Fin dall’entrata in vigore della DL numero 124 del 2019, cioè del Decreto Fiscale collegato alla manovra finanziaria del 2019, le regole per le liquidazioni delle dichiarazioni dei redditi sono notevolmente cambiate. Infatti, mentre prima le date di accredito erano fisse, adesso tutto parte dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il motivo è presto detto. Ormai da qualche anno, i termini per la presentazione del modello 730 si sono dilatati e in genere c’è tempo fino a settembre inoltrato per espletare l’adempimento. Questo salvo proroghe ulteriori che possono ancora di più spostare il termine di scadenza. Ma lo sai che rischi di prendere i rimborsi del 730 in ritardo? Ed il motivo è collegato proprio alla sollecitudine con cui il contribuente presenta il modello 730.

Lo sai che rischi di prendere i rimborsi del 730 in ritardo quest’anno? Ecco tutti i perché

Essere veloci nella presentazione della dichiarazione dei redditi è sempre una saggia cosa da fare, sia per il contribuente che va a credito e aspetta il rimborso, che per chi va a debito e deve versare. Per esempio, i contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi entro la prima fase di invio, cioè entro il 31 maggio, ricevono il rimborso spettante già a luglio nel caso di lavoratori dipendenti e già ad agosto nel caso dei pensionati. Per i dipendenti va fatta una precisazione. Il mese di luglio si intende in genere come mese lavorativo. Infatti c’è chi i primi di luglio riceve lo stipendio che fa riferimento alla mensilità di giugno.

In questo caso è facile che il rimborso IRPEF in busta paga non ci sia. Bisogna aspettare i primi di agosto, con il pagamento della busta paga di luglio. Per i pensionati che invece vanno all’incasso il primo del mese (salvo casi di festivi con il calendario che fa riferimento ai cosiddetti giorni bancabili), ad agosto tutto ok con i rimborsi. E per chi va a debito, vale la stessa regola sull’essere veloci. Perché con il rateo di agosto o settembre meglio far partire le rate delle imposte a debito da 730. Perché ritardano il via al piano di rateizzo, si rischia di ottenere una dilazione breve. Perché l’IRPEF a debito va saldata a rate entro il mese di ottobre. A novembre, infatti, è in calendario l’acconto IRPEF del 2025.

I senza sostituto chiudono la dichiarazione più tardi

Naturalmente i rimborsi celeri o i pagamenti il prima possibile sono prerogative del contribuente che ha continuità di lavoro o di pensione. Infatti, chi non ha un sostituto d’imposta che effettua i conguagli, tutta questa celerità può anche non averla. Dal momento che la liquidazione della dichiarazione con il modello 730 avviene tramite il Fisco, tutto slitta tra dicembre 2024 e marzo 2025. Infatti, per i contribuenti che hanno prodotto all’Agenzia delle Entrate il loro codice IBAN del conto corrente o della carta di credito o debito, riceveranno i rimborsi entro dicembre dello stesso anno della dichiarazione. Per chi è senza IBAN invece, i rimborsi arriveranno entro marzo dell’anno successivo, e con bonifico domiciliato.

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