Scopri come funziona il riscatto congedo per lavoratori con gravi patologie secondo la Legge 106/2025 e la Circolare INPS n. 108 del 22 ottobre 2026.
Chi affronta una malattia grave mentre è ancora in forza a un datore di lavoro si trova spesso a fare i conti con un doppio problema: la salute, naturalmente, ma anche il futuro pensionistico. I periodi di congedo trascorsi lontano dal lavoro a causa di patologie oncologiche, croniche o invalidanti rischiano di lasciare buchi contributivi che pesano sul calcolo della pensione. La Legge 18 luglio 2025, n. 106 — in vigore dal 9 agosto 2025 — ha introdotto uno strumento specifico per affrontare questa situazione: il riscatto congedo gravi patologie, una nuova tipologia di riscatto che consente di recuperare ai fini pensionistici fino a 24 mesi di contributi. La Circolare INPS n. 108 del 22 ottobre 2026 ha poi fornito le indicazioni operative per applicare concretamente questa misura.
Cosa ha cambiato la Legge 106/2025 per i lavoratori malati
La Legge n. 106/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 171/2025, non ha sostituito la storica Legge 104/1992 — il riferimento principale per i lavoratori con disabilità e i loro familiari — ma l’ha integrata e ampliata, aggiungendo tutele pensate specificamente per chi è colpito da patologie gravi. Si tratta di un intervento normativo che riconosce una realtà molto concreta: una persona con una malattia oncologica in fase attiva, o con una patologia cronica invalidante, può trovarsi costretta ad assentarsi dal lavoro per lunghi periodi, perdendo non soltanto il reddito ma anche la continuità contributiva.
Tra le novità operative già in vigore dal 1° gennaio 2026, la legge ha riconosciuto ai lavoratori con gravi patologie 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito, in aggiunta agli strumenti già previsti dalla normativa preesistente. Ma la misura più rilevante sul piano previdenziale è proprio il meccanismo di riscatto dei periodi di congedo, che l’INPS ha poi dettagliato nella circolare di ottobre 2026.
Il riscatto congedo gravi patologie: di cosa si tratta concretamente
Il riscatto è uno strumento previdenziale che permette al lavoratore di coprire contributivamente un periodo durante il quale non sono stati versati contributi, pagando una somma calcolata in base a criteri stabiliti dalla normativa. Non è una novità assoluta nel sistema pensionistico italiano — esistono già riscatti per il corso di laurea, per periodi di lavoro all’estero, per aspettative non retribuite — ma quello introdotto dalla Legge 106/2025 costituisce una tipologia del tutto nuova, riservata a chi ha dovuto assentarsi dal lavoro a causa di una patologia grave.
Il limite massimo riscattabile è fissato in 24 mesi di contribuzione, utili ai fini del diritto e del calcolo della pensione. Questo significa che un lavoratore che abbia trascorso, per esempio, due anni in congedo non retribuito a causa di un percorso oncologico particolarmente lungo, può — a determinate condizioni e pagando i relativi oneri — vedersi riconoscere quei mesi come se fossero stati lavorati e contribuiti regolarmente.
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È importante sottolineare che si tratta di un riscatto a domanda: non avviene automaticamente. Il lavoratore deve presentare apposita istanza all’INPS, e l’istituto provvede poi a comunicare l’onere da versare. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure — come generalmente previsto per le altre tipologie di riscatto — in forma rateizzata.
A chi si rivolge questa misura e quali patologie sono considerate gravi
La platea dei destinatari è definita dalla stessa Legge 106/2025, che fa riferimento a lavoratori affetti da patologie oncologiche, croniche o disabilitanti di particolare gravità. Non esiste un elenco tassativo e rigido valido per ogni situazione: la valutazione passa attraverso la certificazione medica e, nel rapporto con l’INPS, attraverso le procedure di accertamento sanitario previste dalla normativa vigente.
In linea generale, rientrano nel perimetro applicativo della legge le situazioni in cui la malattia abbia determinato un’incapacità lavorativa significativa per un periodo prolungato, rendendo necessario il ricorso al congedo. Non è sufficiente una patologia generica o un’assenza breve: la norma è pensata per chi ha affrontato percorsi di cura lunghi e impegnativi, che abbiano lasciato tracce concrete nella storia contributiva.
Per i lavoratori che si trovano in questa situazione, è consigliabile raccogliere tutta la documentazione medica relativa al periodo di congedo — certificazioni specialistiche, verbali di invalidità se presenti, documentazione ospedaliera — prima di presentare la domanda, poiché l’INPS ne verificherà la coerenza con i requisiti di legge.
Le indicazioni operative della Circolare INPS n. 108 del 22 ottobre 2026
La Circolare INPS n. 108, emessa il 22 ottobre 2026, rappresenta il documento attuativo che traduce le previsioni della legge in istruzioni concrete per i lavoratori, i patronati e i consulenti del lavoro. L’istituto ha chiarito le modalità di presentazione della domanda, i criteri di calcolo dell’onere di riscatto e le procedure di pagamento.
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Sul calcolo dei contributi da riscattare, il metodo adottato dall’INPS segue criteri analoghi a quelli già in uso per altre tipologie di riscatto: la base di calcolo tiene conto della retribuzione di riferimento del lavoratore e dell’aliquota contributiva applicabile al suo regime previdenziale. Il risultato è un importo che può variare sensibilmente a seconda della categoria lavorativa, del livello retributivo e del numero di mesi da riscattare. È quindi difficile indicare una cifra generica: ogni situazione va valutata individualmente, preferibilmente con l’assistenza di un patronato o di un consulente previdenziale.
La circolare ha anche chiarito che il riscatto è compatibile con altri strumenti di tutela già previsti dalla normativa — come i permessi retribuiti della Legge 104/1992 — e non preclude l’accesso ad altri benefici previdenziali a cui il lavoratore abbia diritto in ragione della propria condizione di salute.
Come presentare la domanda e a chi rivolgersi
La domanda di riscatto va presentata telematicamente attraverso il portale dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato, che può assistere il lavoratore gratuitamente in tutte le fasi della procedura: dalla raccolta della documentazione alla compilazione dell’istanza, fino alla verifica della comunicazione dell’onere da parte dell’istituto.
Non esistono, allo stato attuale, termini di decadenza rigidi per la presentazione della domanda — ma è ovviamente nell’interesse del lavoratore procedere tempestivamente, sia per evitare che i periodi da riscattare diventino difficilmente documentabili, sia per non ritardare il completamento del proprio percorso contributivo in vista del pensionamento. Per approfondire direttamente le istruzioni ufficiali, il punto di riferimento rimane il comunicato INPS sul riscatto del congedo per lavoratori con gravi patologie.
Chi ha già usufruito di periodi di congedo per gravi patologie prima dell’entrata in vigore della Legge 106/2025 dovrebbe verificare con attenzione se e in che misura quei periodi possano rientrare nell’ambito applicativo del riscatto: la circolare fornisce indicazioni anche su questo aspetto, ma la valutazione del caso concreto richiede un esame puntuale della propria storia contributiva. La regola generale è che la possibilità di riscatto riguarda periodi di congedo riconducibili alle patologie contemplate dalla legge, indipendentemente da quando si siano verificati, ma le condizioni specifiche vanno sempre verificate con l’INPS o con un esperto di previdenza.
La Legge 106/2025 e la relativa circolare attuativa rappresentano un passo concreto verso un sistema previdenziale più attento alle fragilità. Per chi ha vissuto anni difficili a causa di una malattia grave, la possibilità di recuperare fino a due anni di contributi non è un dettaglio tecnico: può fare la differenza tra raggiungere i requisiti pensionistici nei tempi previsti o dover attendere ancora, con tutto ciò che questo comporta sul piano economico e personale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
