Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato per ottobre 2026 due appuntamenti con i buoni ordinari del tesoro a 365 giorni: la prima asta si è tenuta il 9 ottobre 2026, con un’offerta massima di 8 miliardi di euro, mentre la seconda tranche è programmata per il 28 ottobre 2026. Un decreto ministeriale del 9 ottobre 2026 ha formalizzato entrambe le emissioni, confermando la cadenza regolare con cui lo Stato italiano ricorre a questo strumento per finanziare il proprio debito a breve termine.
Cosa sono i BOT annuali e perché interessano anche i piccoli risparmiatori
I Buoni Ordinari del Tesoro — comunemente chiamati BOT — sono titoli di Stato a breve termine emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La loro caratteristica fondamentale è la semplicità: non pagano cedole periodiche, ma vengono emessi sotto la pari, ovvero a un prezzo inferiore al valore nominale di rimborso. Il guadagno del sottoscrittore corrisponde alla differenza tra il prezzo pagato all’acquisto e il valore di 100 ricevuto a scadenza.
La durata di 365 giorni li colloca nella fascia dei cosiddetti BOT annuali, che rappresentano la scadenza più lunga tra quelle disponibili per questa categoria di strumenti. Accanto a essi esistono BOT a 3 e 6 mesi, ma il formato annuale è quello che tipicamente attrae un numero maggiore di risparmiatori interessati a immobilizzare liquidità per un orizzonte temporale definito, con un profilo di rischio legato esclusivamente alla solvibilità dello Stato italiano.
Per capire la portata dell’operazione di ottobre 2026, vale la pena ricordare che la sola prima tranche del 9 ottobre ha previsto un’offerta massima di 8 miliardi di euro: una cifra che testimonia quanto questo strumento rimanga centrale nella gestione del debito pubblico, anche in un contesto in cui i mercati finanziari offrono alternative sempre più articolate.
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La struttura dell’emissione: prima e seconda tranche a ottobre 2026
Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 9 ottobre 2026 ha disciplinato l’emissione dei buoni ordinari del tesoro a 365 giorni articolandola in due tranche distinte. La prima tranche, collocata tramite asta competitiva il 9 ottobre 2026, ha riguardato BOT annuali per un importo massimo di 8 miliardi di euro. La seconda tranche è invece prevista per il 28 ottobre 2026.
Questa struttura in due tranche è una prassi consolidata del Tesoro italiano: consente di distribuire nel tempo la raccolta di liquidità, calibrando l’offerta in funzione della domanda degli operatori istituzionali e delle condizioni di mercato rilevate nelle settimane precedenti. Le aste BOT si svolgono sul Mercato Telematico dei Titoli di Stato (MTS) e vedono la partecipazione diretta di banche, intermediari finanziari e investitori istituzionali abilitati.
Per i risparmiatori privati, l’accesso avviene indirettamente, tramite la propria banca o un intermediario autorizzato, oppure attraverso il Mercato Secondario dei Titoli di Stato (MOT) di Borsa Italiana, dove i BOT già emessi possono essere acquistati anche in tagli inferiori al lotto minimo d’asta. È un canale che molti non conoscono, ma che rende lo strumento accessibile anche a chi dispone di capitali più contenuti rispetto agli investitori istituzionali.
Il calendario ufficiale come riferimento per orientarsi
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica ogni anno un calendario delle aste BOT, che consente agli operatori e ai risparmiatori di pianificare con anticipo gli investimenti in titoli di Stato a breve termine. Le date del 9 e del 28 ottobre 2026 rientrano in questo calendario programmato, disponibile sul sito ufficiale del Dipartimento del Tesoro.
Conoscere il calendario è utile per almeno due ragioni pratiche. Prima di tutto, permette di valutare se partecipare all’asta primaria — attraverso il proprio intermediario — oppure attendere il mercato secondario, dove il prezzo si forma liberamente in funzione dell’andamento dei tassi. In secondo luogo, consente di confrontare le emissioni successive nel tempo, osservando l’evoluzione dei rendimenti impliciti in relazione alle aspettative sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea.
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Per consultare il calendario aggiornato, il riferimento ufficiale è il Calendario BOT 2026 pubblicato dal Dipartimento del Tesoro.
Cosa non è ancora confermato e cosa conviene verificare prima di investire
Le fonti disponibili confermano con certezza la data della prima asta, l’importo massimo offerto e la programmazione della seconda tranche per il 28 ottobre 2026. Non sono invece disponibili, al momento della pubblicazione di questo articolo, i dati definitivi sull’importo della seconda tranche né i rendimenti effettivi emersi dall’asta del 9 ottobre.
Questo è un elemento da tenere presente: i rendimenti dei BOT annuali non sono stabiliti in anticipo dal Tesoro, ma si determinano attraverso il meccanismo dell’asta competitiva, in cui gli operatori presentano offerte indicando il prezzo che sono disposti a pagare. Il rendimento risultante dipende quindi dalla domanda complessiva e dalle condizioni di mercato nel giorno specifico dell’asta. Chi intende sottoscrivere BOT tramite la propria banca dovrebbe verificare, prima dell’operazione, il rendimento effettivo comunicato al termine dell’asta e le eventuali commissioni applicate dall’intermediario, che incidono sul rendimento netto finale.
Sul piano fiscale, i Buoni Ordinari del Tesoro sono soggetti a un regime specifico per i titoli di Stato italiani, ma i dettagli applicativi dipendono dalla situazione individuale del sottoscrittore e dalla normativa vigente al momento del rimborso: per questo, prima di qualsiasi decisione di investimento, è opportuno confrontarsi con il proprio intermediario o con un consulente fiscale.
L’emissione di ottobre 2026 conferma la continuità di uno strumento che, nonostante la crescita dell’offerta di prodotti finanziari alternativi, mantiene un ruolo preciso nel panorama del risparmio italiano: liquidità a scadenza fissa, rischio emittente legato allo Stato, e un meccanismo di funzionamento che — una volta compreso — risulta tra i più trasparenti disponibili sul mercato obbligazionario.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
