Versare i contributi agli enti bilaterali e ai fondi sanitari integrativi tramite modello F24 richiede oggi una conoscenza precisa dei codici tributo F24 INPS istituiti di volta in volta dall’Agenzia delle Entrate su convenzione con l’istituto previdenziale. Sbagliare codice significa rischiare che il versamento non venga riconosciuto all’ente di destinazione, con possibili contestazioni a carico del datore di lavoro. Capire come funziona il sistema, quali codici sono attivi e come compilare correttamente il modello F24 è quindi una questione pratica che riguarda ogni azienda tenuta a contribuire a questi enti.
Perché esistono codici tributo specifici per gli enti bilaterali
Gli enti bilaterali e i fondi sanitari integrativi non raccolgono direttamente i contributi dei datori di lavoro attraverso un canale autonomo. Il sistema previsto dalla normativa vigente — in particolare dall’articolo 2 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 — affida all’INPS il ruolo di raccoglitore: i datori di lavoro versano all’istituto, che poi riconosce a ciascun ente la quota di propria competenza.
Per rendere possibile questo meccanismo, ogni ente bilaterale o fondo sanitario che stipula una convenzione con l’INPS ottiene dall’Agenzia delle Entrate uno o più codici tributo da utilizzare nel modello F24. Senza questi codici, il sistema informatico non sarebbe in grado di smistare le somme verso il destinatario corretto.
La base normativa di questo impianto è solida e consolidata. Le convenzioni tra INPS e enti bilaterali si moltiplicano nel tempo man mano che nuovi fondi vengono costituiti o che enti già esistenti decidono di aderire alla riscossione tramite F24. Ogni nuova convenzione genera una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che istituisce il codice specifico.
La risoluzione n. 26/E del 26 giugno 2026 e i nuovi codici
Un passaggio significativo nell’evoluzione di questo sistema è rappresentato dalla risoluzione n. 26/E del 26 giugno 2026, con cui l’Agenzia delle Entrate ha istituito nuovi codici tributo per il versamento tramite F24 di contributi INPS destinati a enti bilaterali. Questa risoluzione ha ampliato il catalogo dei codici disponibili, aggiungendo denominazioni che i consulenti del lavoro e i responsabili amministrativi devono conoscere.
Tra i codici istituiti o operativi nel quadro di questo sistema figurano:
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- EBOP — denominato ENBITALIA OPN, relativo all’omonimo ente bilaterale;
- SANL — denominato Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa SANILAV;
- EBON — ulteriore codice per ente bilaterale;
- EIMP e CARE — codici relativi ad altri enti e fondi convenzionati.
Ciascuno di questi codici identifica in modo univoco il destinatario finale della somma versata. La compilazione del modello F24 deve riportare il codice corretto nella sezione INPS, con l’indicazione del periodo di riferimento e dell’importo dovuto secondo le aliquote stabilite dal contratto collettivo applicato.
Il caso INNOVACARE: un esempio concreto di transizione operativa
Un esempio pratico di come funziona l’attivazione di un nuovo codice tributo riguarda il fondo sanitario integrativo INNOVACARE. A partire dal 1° ottobre 2026 è diventato attivo il nuovo codice tributo specifico per questo fondo, con conseguente modifica delle modalità di versamento per i datori di lavoro che vi aderiscono.
La transizione non ha riguardato solo il codice tributo da utilizzare nel modello F24: a partire dal flusso UNIEMENS del 16 ottobre 2026, sono cambiate anche le modalità di dichiarazione contributiva per i contributi destinati all’ente bilaterale EBINNOVA e al fondo INNOVACARE. In pratica, ogni datore di lavoro — e il rispettivo consulente del lavoro — deve inserire nel modello F24 due codici distinti: uno per l’ente bilaterale e uno per il fondo sanitario, anche quando i due soggetti sono collegati tra loro.
Questo dettaglio è tutt’altro che marginale. Inserire un unico codice o confondere i due soggetti può generare disallineamenti nella riconciliazione dei versamenti, con potenziali effetti sulla regolarità contributiva dell’azienda e sulla posizione del lavoratore presso il fondo sanitario.
Come compilare correttamente il modello F24 per questi versamenti
La compilazione del modello F24 per i contributi agli enti bilaterali e ai fondi sanitari integrativi segue regole precise. Nella sezione INPS del modello vanno indicati:
- il codice tributo specifico dell’ente o fondo destinatario;
- la matricola INPS del datore di lavoro;
- il periodo di competenza (mese e anno) a cui si riferisce il versamento;
- l’importo dovuto, calcolato sulla base delle aliquote previste dal contratto collettivo o dall’accordo aziendale.
Un errore frequente consiste nell’utilizzare il codice tributo generico per i contributi previdenziali ordinari invece di quello specifico per l’ente bilaterale. Il pagamento in questo caso viene registrato come contributo INPS ordinario e non viene smistato verso il fondo di destinazione, rendendo necessario un intervento di rettifica che può comportare lunghi tempi di lavorazione.
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È buona prassi verificare, prima di ogni scadenza mensile, che il codice tributo utilizzato sia ancora quello corretto: le convenzioni possono essere aggiornate, i codici possono cambiare, e l’Agenzia delle Entrate pubblica le risoluzioni istitutive che fanno fede. Il portale dell’Agenzia delle Entrate è il riferimento ufficiale per la verifica dei codici tributo vigenti.
Il ruolo delle convenzioni INPS e la struttura del sistema
Il meccanismo di riscossione tramite F24 nasce da una convenzione formale tra l’INPS e ciascun ente bilaterale o fondo sanitario che intende avvalersene. Queste convenzioni definiscono le condizioni operative, le responsabilità delle parti e le modalità di rendicontazione. L’INPS funge da intermediario tecnico e finanziario: incassa le somme, le riconosce agli enti convenzionati secondo le quote di competenza, e garantisce la tracciabilità del flusso.
Il vantaggio per i datori di lavoro è significativo: anziché gestire versamenti separati verso soggetti diversi con modalità eterogenee, possono convogliare tutti i contributi — previdenziali, bilaterali e sanitari — in un unico strumento di pagamento standardizzato. Questo semplifica la gestione amministrativa e riduce il rischio di omissioni.
Per gli enti bilaterali, la convenzione con l’INPS garantisce una riscossione più efficiente e un migliore controllo sulla regolarità dei versamenti da parte delle aziende aderenti. Il sistema consente anche all’INPS di verificare la correttezza dei versamenti nell’ambito della propria attività di vigilanza contributiva.
Cosa deve fare concretamente il datore di lavoro
Per chi gestisce le paghe o si affida a un consulente del lavoro, la procedura corretta prevede alcuni passi chiari. Prima di tutto, è necessario identificare con precisione a quali enti bilaterali e fondi sanitari integrativi l’azienda è tenuta a contribuire in base al contratto collettivo applicato. Poi occorre verificare che per ciascuno di questi enti esista un codice tributo specifico per il versamento tramite F24, consultando le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS.
Se un ente non ha ancora attivato la convenzione con l’INPS, il versamento potrebbe avvenire con modalità diverse, stabilite dallo statuto dell’ente stesso o dall’accordo collettivo. In questo caso il modello F24 non è lo strumento corretto e vanno seguite le istruzioni specifiche dell’ente.
Infine, ogni variazione — come quella intervenuta per INNOVACARE e EBINNOVA a ottobre 2026 — va recepita tempestivamente. I consulenti del lavoro e i responsabili paghe devono monitorare le comunicazioni ufficiali degli enti convenzionati e le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate per evitare di continuare a utilizzare codici superati o non più validi. Una corretta gestione dei codici tributo F24 INPS non è soltanto un adempimento formale: è la condizione perché le somme versate raggiungano effettivamente il destinatario e tutelino la posizione contributiva dei lavoratori.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
