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La guerra di Israele per la sopravvivenza, anche dei cristiani

di Elleci
Se Hamas deponesse le armi, la guerra finirebbe immediatamente. Se Israele deponesse le armi, Israele finirebbe immediatamente. 
Non solo Israele è l’unico posto al mondo dove uno sporco ebreo è semplicemente un ebreo che si lava poco. Israele è l’unico posto al mondo in cui i cristiani, invece di diminuire aumentano.
Nel mondo occidentale il vertiginoso calo delle vocazioni e dei fedeli nelle Chiese è dettato da ragioni culturali che, per quanto lascino perplessi, derivano comunque da una libera scelta dell’individuo. 


Al contrario, in tutto il mondo islamico, il numero dei fedeli cristiani, ossia cattolici, protestanti, ortodossi, ecc. è falcidiato da persecuzioni, stermini di massa, espulsioni. 
Basta vedere cosa succede in Nigeria, in Iraq, in Siria e nella stessa Gaza dove i cristiani stanno scomparendo lasciandosi dietro una scia di sangue, crocifissioni, linciaggi, violenze di ogni genere. Le stesse che, negli ultimi secoli, hanno annientato, nel mondo arabo e islamico, le millenarie comunità di ebrei, ormai estinti in queste terre.
Come dicono i Fratelli Musulmani: dopo sabato, viene domenica. Ossia dopo la mattanza degli ebrei nel loro giorno più sacro, ora tocca ai cristiani.
Ritengo, pertanto, che Israele non solo abbia il diritto di difendersi contro i terroristi ma che quando lotta difende anche noi cristiani.

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