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God bless America

In questi giorni, nel nostro Paese imperversa la campagna referendaria, in ogni dove si possono leggere le ragioni dei sostenitori di ambo le parti, noi stessi di Giustizia Giusta siamo cassa di risonanza del nostro Mauro Mellini, fervido sostenitore del No. Oltreoceano la situazione è piuttosto preoccupante. E’ un momento storico molto delicato e difficile per gli States, dilaniati da continui “incidenti” tra polizia e comunità nera, con un Presidente, Obama, per nulla impegnato a preparare il trasloco dalla Casa Bianca a casa sua, anzi molto preso dagli scenari internazionali, vedi la controffensiva all’Isis, la risposta armata nello Yemen, ma soprattutto nella strategia della tensione con la Russia, che fa ripiombare il mondo agli anni della Guerra Fredda. Su questo campo di gioco malmesso (da dire clamoroso al Cibali) si gioca la partita delle elezioni presidenziali, con due giocatori più impegnati a “farsi fallo” che a vincere la partita con i contenuti. Due pessimi candidati, i peggiori in assoluto che si potevano immaginare, si contendono la Presidenza della democrazia più importante del mondo, con colpi bassi, accuse, privi di argomentazioni interessanti. Fa accaponare la pelle pensare che uno dei due andrà a risiedere alla Casa Bianca, ricevendo le consegne da Obama, subentrando nella gestione di tutti i punti caldi che vedono gli USA protagonisti. Nel valutare la qualità dei confronti televisivi elettorali, nel commentare la curiosa capigliatura di Trump o lo stato di salute e le email della Clinton, si sta tutti prendendo sotto gamba il problema. Recitava un simpatico slogan: “comprereste un’auto usata da quest’uomo?”. Vi domando: “affidereste il Vs Paese a Trump o alla Clinton?”. No grazie. Grazie a Dio non concorrono a gestire la nostra disastrata nazione (non che oggi siamo in mani migliori), tuttavia le sorti della corsa alla Casa Bianca andranno a condizionare l’equilibrio mondiale. La sensazione che ho è di uno scenario surreale, da film comico, di comico però non c’è davvero nulla, specie con l’attivismo di Obama che ritengo davvero pericoloso, specie nei rapporti più che tesi con la Russia, che rischia di far rimpiombare il mondo in balia del dualismo delle due superpotenze, con un ancora ben fornito arsenale nucleare, oltre a tutte le nuove forme di guerra tecnologica. Obama rischia di azzerare i passi avanti nella distensione fatti fino ad oggi dopo la caduta del Muro di Berlino. I cittadini statunitensi hanno una bella patata bollente in mano, dovendo esprimere una volontà elettorale che non potrà tenere conto solo dell’appartenenza al partito repubblicano o democratico, ma dovrà analizzare a fondo le caratteristiche di entrambi i candidati, dovendo poi scegliere non il migliore ma il meno peggio, rimettendoci lo stesso. A noi che osserviamo impotenti ed attoniti, non resta che affidarci alla buona stella o a Dio (per chi ha il dono della Fede). God bless America.

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