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Svelati i segreti della mail di Limarev


Il mittente dell’email - datata 30 ottobre 2006 - è Evgueni Limarev, 42 anni a luglio, il russo di origini kirghize, una delle fonti di Scaramella, che dall’agosto del 2000 vive nell’Alta Savoia francese dove afferma di svolgere attività di consulenza privata come
esperto di intelligence dell’ex Urss.
Nei messaggi inviati all’ex consulente della Commissione Mitrokhin, Limarev affermava  che, in base alle informazioni fornitegli dalle sue presunte fonti dell’Svr (il Servizio di spionaggio  all’estero, erede del Primo Direttorato centrale del Kgb) a Mosca, gli ufficiali del Servizio erano sicuri che Paolo Guzzanti, ex
presidente della Commissione Mitrokhin, e lo stesso Scaramella, in quel periodo avrebbero collaborato in modo stretto con il “nemico numero uno della Russia”, l’oligarca Boris Berezovsky e i suoi “compagni di armi”, primi fra tutti Litvinenko e Vladimir Bukovsky. Quella email (ne seguirà un’altra il giorno dopo, ma verrà scaricata dal professionista napoletano soltanto pochi minuti prima di incontrare Litvinenko)
Scaramella la mette in valigia il 31 ottobre qualche ora prima di partire per Londra, dove è diretto non solo per partecipare all’annuale sessione di lavoro dell’International Maritime Organization (un’agenzia dell’Onu che si occupa della sicurezza ambientale e della navigazione sugli oceani), ma soprattutto
per incontrare Litvinenko e valutare con lui proprio l’attendibilità degli ultimi allarmi lanciati da Limarev.
In particolare, in questo messaggio di posta elettronica (intestata “Mario Scaramella (MS)/Paolo Guzzanti (PG) - Security-2”, lasciando intendere che vi è un paragrafo precedente sempre riferito alla sicurezza personale di Scaramella e Guzzanti), secondo Limarev gli uomini dell’Svr «pensano che il caso del traffico di armi/ucraini (ora sotto processo a Teramo) e i presunti tentativi di assassinare
PG nel novembre 2005 furono escogitati da PG e supportati da A. Litvinenko con false prove e organizzati da “poco scrupolosi” amici ucraini di Scaramella dei servizi segreti. Loro dicono che questo caso è ora sotto investigazione a Kiev da parte dell’Sbu (il Servizio segreto ucraino, ndr) e quasi sicuramente “il complotto sarà svelato con l’aiuto dei colleghi russi”».
Si tratta di un dato inedito, poiché Limarev ha sempre negato, anche di recente, di essersi interessato alla vicenda delle granate introdotte in territorio italiano con dei furgoni dall’Ucraina. L’allarme di Limarev si chiude con parole inquietanti: «I sopra menzionati ufficiali dell’intelligence russa parlano sempre più della necessità di usare la forza contro PG e MS, considerando la loro “incessante attività anti-Russa” - così come nei confronti di Berezovsky e Litvinenko». Questa email - nella quale, contrariamente a quanto dichiarato da Limarev a Guzzanti nel corso di un colloquio nel suo appartamento a Cluses, in Francia, all’inizio del gennaio scorso, oltre allo stesso Guzzanti e a Scaramella vi sono i nomi di Litvinenko e Berezovsky - è parte di una complessa intossicazione che vede Limarev come snodo. Vi è, infatti, un precedente e che riguarda un documento di 18 pagine, sempre elaborato da Limarev
e risalente al settembre del 2006, in cui lo stesso Limarev forniva a Scaramella una serie di informazioni non solo sull’ex ufficiale del Primo Direttorato, Sergej Sokolov (citato da Limarev
con l’alias di Felix Konopikhin), il quale - sotto copertura di studente con un assegno da borsista accordato dal nostro ministero degli Esteri - tenne sotto sorveglianza l’allora presidente della Dc Aldo Moro nei giorni precedenti il suo rapimento da parte dalle Br di Mario Moretti, e sulla presunta manipolazione da parte del Kgb di alcuni stretti collaboratori dell’attuale presidente del Consiglio Romano Prodi, ma in particolare proprio sui rischi e sulla sicurezza personale dell’ex consulente della
Mitrokhin. All’incontro con il napoletano, come detto, Litvinenko arriva già gravemente contaminato. In tarda mattinata, infatti, aveva partecipato ad un meeting all’interno del Millennium Hotel a Grosvenor Square, in pieno centro di Londra, durante il quale al defezionista dell’Fsb viene fatto ingerire una dose
mortale di polonio 210 diluita in una tazza di tè. Per quell’avvelenamento le autorità britanniche
stanno per emettere provvedimenti (la cui esecuzione sarà delegata anche all’Interpool) nei confronti di tre russi tutti con un passato da ex agenti del Kgb: Andrei Lugovoi, Dmitri Kovtun e Vyacheslav Sokolenko.
Fonte Roma

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